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Trattamento legno per esterni PDF  | Print |  E-mail
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I prodotti in legno destinati all’esterno devono essere protetti con particolare cura da: luce, pioggia, gelo, inquinamento, sbalzi termici e contaminazioni di funghi, muffe o

parassiti, che minacciano costantemente la bellezza di finestre e portoni, di tapparelle e persiane, di sottotetti e pavimenti, di travature e recinzioni, di mobili da giardino e gazebi.

Le fasi principali di un ciclo di verniciatura sono:

- levigatura del supporto in legno da verniciare

- applicazione dell’impregnante

- levigatura dell’impregnante

- applicazione della finitura.


Levigatura del supporto allo stato grezzo

Prima di procedere alla verniciatura del supporto è essenziale rimuovere dalla sua superficie qualsiasi irregolarità con un’operazione di carteggiatura. Questo permetterà la

perfetta penetrazione ed aderenza degli impregnanti al legno. La carteggiatura del legno grezzo in un serramento avviene prima attraverso una “sgrossatura” con abrasivi di grana 60 o 80, nel caso di legni teneri, di grana 80 o 100, nel caso di legni duri seguita da una

operazione di levigatura con abrasivi a grana più fine. L’infisso deve essere levigato con

due nastri a grane diverse in funzione del tipo di legno:

grana 120 e 150 per legni teneri

grana 150 e 180 per legni duri.

In entrambi i casi il primo nastro ha ancora una buona capacità di asportazione del legno e quindi elimina i solchi lasciati dalla sgrossatura, mentre il secondo elimina le

tracce lasciate dal primo. È opportuno evitare la carteggiatura del legno grezzo con grane più fini, che possono comportare un rapido “intasamento” del nastro; quando il nastro è “intasato” o consumato perde il suo potere levigante ed anziché asportare, “lucida” la superficie, causando notevoli problemi sia nell’assorbimento dell’impregnante che nell’ancoraggio della vernice. È buona norma asportare poca quantità di legno per ogni nastro (max 3/10 mm) e non usare forti pressioni nei rulli: si potrebbe infatti provocare uno schiacciamento delle fibre del legno che, a contatto con l’acqua contenuta negli impregnanti e nelle vernici, tenderebbero a riconquistare il loro volume iniziale. Questo provocherebbe il sollevamento della venatura nei legni di conifera, ed il rigonfiamento del poro nei legni di latifoglia.


Levigatura del’impregnante

Nella fase successiva bisogna passare una mano di impregnante. In genere dopo tale operazione si può osservare come un sollevamento del “pelo del legno” che andrà rimosso con carta abrasiva grana. Per la levigatura dell’impregnante si consiglia una carta con grana 320, da utilizzare parallelamente alla direzione delle fibre del legno, facendo poca pressione e prestando molta attenzione agli spigoli.


Applicazione della seconda mano d’impregnante

L’applicazione dell’impregnante è fondamentale per la protezione del legno che, penetrando nelle sue fibre crea, grazie agli agenti protettivi, una barriera contro l’attacco di funghi, muffe e parassiti. Esso va applicato con l’ausilio di un pennello avente setole sintetiche se l’impregnante è a base di acqua setole di suino se l’impregnante è al solvente. Inoltre, l’impregnante difende il legno dall’azione degradante dei raggi ultravioletti e di agenti atmosferici come pioggia, gelo ed agenti inquinanti.


Applicazione della finitura

In alcuni casi nel ciclo di verniciatura per esterni viene applicato sopra l’impregnante un fondo intermedio, che conferisce al ciclo finale un migliore effetto estetico e una maggiore

protezione nel tempo al manufatto. Infine va applicata attraverso un pennello la verniciatura ad acqua.

 

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